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Vuoto esistenziale

n alcune correnti di pensiero, sentiamo parlare di depressione - esistenziale, oppure di “disturbi da conflitti esistenziali”. (alcuni autori come: V.E. Frankl coniò il termine depressione noogena; A. Mercurio che nelle sue opere parla ampiamente della parte spirituale della Persona). Non è difficile capire di cosa stiamo parlando, ormai la psicoterapia cerca di integrarsi, tutte le correnti d’intervento psicoterapico considerano la dimensione spirituale-esistenziale dell’essere umano. L’uomo Persona è un essere pensante non solo logico e condizionato dal mondo psichico, ma dotato di spiritualità, ha bisogno per vivere in equilibrio di dare valore e significato alla propria esistenza. La depressione, con tutti i sintomi ad essa associati, non può essere soltanto il risultato di conflitti di natura psichica; in termini più semplici non è solo uno ”scoraggiato abbandono di sé” perché non abbiamo trovato soluzioni a conflitti di varia natura, coscienti e meno coscienti (amore e odio- dipendenza affettiva e autonomia- o l'impossibilita' ad esprimere sanamente la propria aggressività- paura e libertà di esprimere la propria identità sessuale…ecc.), a volte non siamo portatori di questi conflitti. Allora è la nostra dimensione spirituale che chiede aiuto!

Spesso nella vita entriamo in conflitti di valore, esistenziali, o non troviamo un progetto di vita……un significato alla nostra esistenza, proviamo un senso di fallimento e di non appartenenza… “di vuoto”. Quando il disagio dura a lungo, può portare ad una ricerca esagerata di piacere che può sfogare in dipendenze affettive o da sostanze, noia e caduta degli interessi aprono le porte a segnali di tipo depressivo.

Intervenendo in tempo utile tutto ciò non è del tutto negativo, infatti, una “crisi di natura esistenziale” può essere il preludio alla trasformazione di un individuo in una Persona, capace di un progetto di vita gratificante e costruttivo. La persona nel malessere è costretta a prendersi cura di sé, a “volersi” più bene. In questo senso la psicoterapia è un “percorso di crescita” per ritrovare e riconoscersi le proprie parti buone, e costruire un proprio “progetto” realizzare un proprio sogno. Questo equivale a “sentire” e non solo a dire “io valgo!”.

In una visione tridimensionale dell’uomo, come persona dotata di un Io psichico, un Io esistenziale e un Io corporeo, appare secondo me riduttivo distinguere una depressione di natura “esistenziale” da una sindrome depressiva di natura “psichica”. Probabilmente ogni configurazione di tipo depressivo con i suoi specifici disagi, ansie e somatizzazioni, si radica sia nel mondo psichico sia nella sfera esistenziale della persona. Questo per affermare che in molte situazioni, ma non in tutte, chi si rivolge allo psicoterapeuta con questi disagi è necessario che indaghi, quel tanto che basta, su conflitti di natura emotiva del presente e del passato.

Faccio ora un invito a quelle persone che si vivono come malate, terrorizzate dal significato che alcuni sintomi possono avere, interpretandoli come segnali di un cervello malato. Fermatevi! …..e chiedetevi: “Mi riconosco un valore?” “qual è il senso della mia vita …..qual è il mio progetto?”…………….

Buon Lavoro!!

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