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La nevrosi d'ansia

 

LA NEVROSI D'ANSIA

L’ansia è una manifestazione conosciuta a tutti, poiché è una naturale reazione del nostro corpo di fronte a una condizione di pericolo o stress. I sintomi fisici che caratterizzano l’ansia non sono molto diversi da quelli della paura, per istinto di sopravvivenza noi tutti scappiamo davanti al fuoco o proviamo vertigini davanti ad una altezza. Diversamente se abbiamo le stesse reazioni neurovegetative: tachicardia, tremore, vertigini, respiro corto ecc…senza percepire un reale pericolo allora si parla di ANSIA.

In questo caso la percezione del pericolo è legata spesso all’attesa d’alcune nostre prestazione, che devono essere sempre adeguate: ansia d’esame, ansia da palcoscenico, ansia di prestazione in campo sessuale, ansia da competizione ecc. L’ansia accompagna sempre l’insicurezza e la timidezza, in varie sfumature che non sempre possono essere definite patologiche, ma che rappresentano dei disagi che non aiutano la qualità delle relazioni interpersonali.

Parliamo invece di "nevrosi d’ansia", quando più volte il giorno i sintomi ci attaccano senza capirne il motivo. Dal primo mattino la persona affetta da nevrosi d’ansia si alza con la sensazione di tremolio interno, con l’incubo di affrontare la giornata; le tachicardie, nodo alla gola e contratture muscolari si susseguono scatenando a volte dei veri e propri attacchi di panico, in strada o in luogo chiuso.

L’ansia è sempre il risultato di un conflitto psichico, spesso non cosciente o parzialmente conscio, la persona vive, un problema emotivo o comportamentale che la blocca nelle azioni. Renderlo cosciente è l’unica soluzione per risolvere o per gestire l’ansia, imparare a capire i messaggi che il nostro corpo ci dà e utilizzarli per la propria crescita.

Se i sintomi sono difficili da contenere spesso si ricorre all’uso di tranquillanti, sempre sotto controllo medico, sono utili in molti casi e spesso sono un valido supporto ad una psicoterapia, ma dobbiamo ricordare che attenuare i sintomi non significa risolvere il conflitto. Andare all’origine del problema con l’aiuto di una psicoterapia anche breve, è sempre una garanzia per non rimanere dipendenti da psicofarmaci o restare in balia dei sintomi.

 

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